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Compostaggio domestico

di Lunedì, 04 Marzo 2013 - Ultima modifica: Giovedì, 04 Dicembre 2014
immagine compostaggio domestico

Per un buon compostaggio, anche a livello domestico, è raccomandato organizzare un giusto equilibrio fra materiali che apportano principalmente azoto (scarti di cucina, avanzi di cibo e sfalci di erba) con altri che apportino carbonio, quali materiali legnosi e foglie secche.

Ogni volta che nel composter o sul cumulo si versano scarti di cucina o sfalci d'erba si suggerisce pertanto di aggiungere, mescolandolo assieme, uno stesso volume, circa, di legno triturato - tendenzialmente asciutto - che svolgerà le seguenti funzioni:

  • apportare carbonio al materiale in decomposizione migliorando la qualità del compost che si ricaverà;
  • creare e mantenere delle piccole camere d'aria - riserve fondamentali di ossigeno - all' interno della massa di scarti in trasformazione. Questo è l'effetto della natura rigida e a decomposizione piuttosto lenta del legno triturato, che crea una specie di impalcatura e viene per questo detto anche materiale "di struttura";
  • assorbire il colaticcio prodotto dalla prima fase di decomposizione degli scarti "umidi" presenti nel contenitore o nel cumulo;
  • evitare la formazione di odori ripugnanti causati - in assenza di triturato legnoso - dall'alto tasso di umidità contenuto negli scarti di cucina, che decomponendosi si saranno "impaccati" in un'unica massa compatta e priva di aria;
  • mantenere soffice la massa dei materiali in decomposizione facilitando sensibilmente il mescolamento periodico della stessa per arieggiarla.

Per tutti coloro che vivono in realtà di campagna con piante da frutto il modo più semplice per procurarsi il quantitativo di legno triturato sufficiente per il compostaggio domestico di tutto l'anno è quello di rastrellare l'equivalente di qualche sacco di potature dopo che i contadini le abbiano "martellate" fra i filari, tenendole di scorta in ambiente asciutto e arieggiato (in modo che non ammuffiscano) per aggiungerle di volta in volta agli scarti di cucina freschi conferiti al compostaggio.
Chi inoltre abbia il caminetto o la stufa a legna potrà utilizzare molto proficuamente a questo scopo anche le scaglie di legna (non le cortecce di conifere) generate dalla spaccatura dei ceppi di legna da ardere. Facciamo notare che segature e foglie secche, pur apportando carbonio al compost, non svolgono la funzione di "strutturare" il materiale in decomposizione, mentre le pigne sono sconsigliate per l'alto contenuto di resina, a meno che il compost prodotto non venga utilizzato per "concimare" altre piante resinose.
In considerazione, tuttavia, dei tempi relativamente lunghi in cui il legno triturato si decompone, quando il compost sarà maturo, lo si potrà setacciare, recuperando così una buona parte di triturato per utilizzarlo proficuamente nei successivi cicli di compostaggio ovviando egregiamente alla difficoltà, per qualcuno, di procurarsi il quantitativo di triturato sufficiente alla gestione ottimale del proprio compostaggio. In questo caso il legno triturato, essendosi "sporcato di compost", svolgerà - almeno in parte - anche la funzione di "attivatore biologico".
Ricordiamo infine, per inciso, che come attivatore biologico del compostaggio domestico si può aggiungere terra dello stesso orto o giardino dove viene svolta questa pratica, oppure compost, anche fresco, prodotto precedentemente, per circa il 10% degli scarti da compostare. La terra di qualsiasi orto o giardino, infatti, contiene già quella flora batterica e microbica, artefice primaria della trasformazione in compost degli scarti organici della nostra cucina e del giardino stesso.
Circa la cenere (solo quella di legna da ardere!) suggeriamo di spargerla direttamente sul terreno e versarne al massimo qualche manciata sul compost in via di maturazione.

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