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Territorio

La storia di Giovo

di Giovedì, 03 Aprile 2014 - Ultima modifica: Sabato, 26 Dicembre 2015
Stemma vecchio Comune ora posto nella nuova sede "1780 Comunitas Iugi"

La data di origine della denominazione Giovo viene fatta risalire al 9 aprile 1004, quando la domenica delle Palme, l'Imperatore Enrico II scendendo a Pavia per cingere la corona ferrea, sostava a Trento, ed appoggiato dal Vescovo di Trento e da quelli dei dintorni, trovava il modo di aggirare Arduino d'Ivrea che gli aveva ostruito il passo lungo la "Strada Imperiale" (lungo l'Adige presso Verona). In occasione di quel viaggio l'Imperatore conferiva al Vescovo Udalrico I° il potere temporale sul "Comitatus" di Trento. Il territorio che venne donato dall'Imperatore Enrico II° al Vescovo di Trento, in quell'occasione, comprendeva l'area di Giovo, dal latino "Jugum = Passo/valico"; tale territorio è nominato negli annali della Fulda dell'888 d.C.: "Curtes Navium et Sagum" (per "Sagum" è da intendersi "Jugum", termine trascritto probabilmente in maniera erronea).

Il nome "Giovo" si trova anche in un documento del 1173 dove si dà notizia circa l'esistenza di un castello, situato nell'odierna frazione di Ville, feudo dei Conti di Appiano, di cui i signori di Giovo erano vassalli. Il primo accenno alla comunità di Giovo nel senso di amministrazione civile è rinvenibile in un documento del 1211, ma alcuni ritrovamenti archeologici di monete, utensili e oggetti diversi testimoniano come questa parte del territorio della Valle di Cembra fosse già popolata sin dall'epoca preromana e romana.

Dopo il periodo caratterizzato dall'esistenza del "Comitatus Zovi et Faedi", già nel 1529 è riscontrabile la dicitura "Comun da Zof". La storia della comunità è sufficientemente documentata nel Medioevo grazie ad alcuni documenti riferibili soprattutto al summenzionato castello. La rocca che fu inizialmente dei conti di Appiano, in seguito alla campagna militare espansionistica di Mainardo conte di Tirolo, divenne nel XIII secolo giurisdizione tirolese. Il controllo del territorio da parte di Mainardo e dei suoi successori fu possibile grazie alla presenza di una roccaforte a monte di San Michele all'Adige, detta di Monte Reale o Konigsberg. Dopo la caduta dei Conti di Tirolo dovuta all'ascesa della casata degli Asburgo, l'intera regione e così il territorio di Giovo finirono per rientrare nell'orbita geopolitica della potente casata d'Austria che continuò ad esercitare la sovranità sul Tirolo, seppur con alterne vicende, fino all'invasione francese. Le guerre napoleoniche apertesi nel 1796 portarono nel 1802 alla caduta del quasi millenario Principato Vescovile di Trento e il comune di Giovo è stato coinvolto in battaglie intense che hanno riguardato la valle, in particolare quella del 1797 sul monte Corona tra bersaglieri tirolesi e truppe francesi.

La carta di regola di Giovo più antica è datata 1646: il ritrovamento è in questo caso relativo solamente ad un paio di capitoli. La carta di regola custodita negli archivi comunali risulta invece essere stata approvata nell'anno 1787.

Giovo è sede di un'antica pieve, la cui importanza ecclesiastica è confermata dal fatto che da essa dipese fino al 1835 anche Lavis. E' una comunità radicata sulla propria terra dove ha lasciato un'impronta secolare caratterizzata da un'economia che si reggeva ed autososteneva mediante la coltivazione dei pascoli, del bosco e della vite e con attività artigianali efficienti e sufficienti.

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